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giovedì 13 marzo 2014

Il popolo migratore



A volte incontriamo ostacoli durante i nostri percorsi migratori, a volte siamo noi gli ostacoli che incontrano gli altri...



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mercoledì 22 ottobre 2008

cuori matti con il CIUFFO





speriamo che PiccoloTony non faccia causa alla maga Magonza: da buona truffatrice qual è, c'ha già i suoi bei problemini con la giustizia...


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50° anniversario dei Puffi


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uh, a proposito di ciuffi...ecco l'altro fumettino che avevo preparato per il contest Mono#5 "Passione" e che poi non ho mandato per mandarci quell'altro

p.s. saluto il mio parrucchiere Pino e uno dei suo figli che, mentre mi fa i colpi di sole, mi istruisce sulle regole della boxe :)

giovedì 11 settembre 2008

11/9/2001



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La mia amica, qualche mese fa, mi raccontava che i medici lo guardavano increduli: era riuscito a sopravvivere. A quest'altro è andata peggio.


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Chopin Nocturne Op.9 No.2 (Arthur Rubinstein)



giovedì 17 aprile 2008

voce primitiva




da la Repubblica.it
"Così parlavano i primitivi"
L'antropologo Robert McCarthy, professore universitario in Florida, ha messo a punto il suono della voce dell'uomo di Neanderthal. Lo studioso ha elaborato il suono basandosi sulla ricostruzione dei tre tratti vocali dell'uomo primitivo. La simulazione riguarda la pronuncia della lettera "E".
(16 aprile 2008)




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martedì 25 marzo 2008

venerdì 22 febbraio 2008

un pò di facce

Giorgione Vecchia (1508)


Tintoretto Autoritratto (1547)


Bernardo Strozzi Study for St Francis of Assisi adoring the cross (c.1615)


Rembrandt Study of an old man in profile (c. 1630)

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Nel blu dipinto di blu (1958)



sabato 19 gennaio 2008

dottore, mi dica... che c'ho?

La cura di una malata, Tacuina sanitatis, Biblioteca Casanatense, XIV sec


Henry de Toulouse-Lautrec, Rue des moulins: visita medica, 1894
olio su cartone, cm.82x59
National Gallery of Art, Washington



Sir Luke Fildes, The Doctor - exhibited 1891
Presented by Sir Henry Tate 1894

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"Stai fermo, stai calmo, stai tranquillo ora,
mio prezioso ragazzo,
non lottare se no io ti amerò ancora di più
perché è troppo tardi per fuggire
o per accendere la luce,
l'uomo ragno avrà te per cena, stanotte"

The Cure - Lullaby

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Caroline Leaf "The Metamorphosis of Mr. Samsa" (1977)

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Ero malridotto e non riuscivo a capire cosa sentivo
Non riuscivo a riconoscermi
Vedevo il mio riflesso in una vetrina
e non riconoscevo la mia stessa faccia
Oh fratello mi lascerai a consumarmi
Sulle strade di Philadelphia

Ho camminato lungo il viale
finchè le mie gambe sono diventate come pietra
Ho sentito le voci di amici spariti e partiti
Di notte potevo sentire il sangue nelle vene
Nero e sussurrante come la pioggia
Sulle strade di Philadelphia

Non c'è alcun angelo che venga a salutarmi
Ci siamo solo io e te amico mio
I miei vestiti non mi vanno più bene
Ho camminato mille miglia
Solo per sfuggire a questa pelle

La notte è arrivata, sono sdraiato e sono sveglio
Mi sento indebolire
Quindi fratello ricevimi con il tuo bacio infedele
O ci lasceremo soli così
Sulle strade di Philadelphia

(Bruce Springsteen- Streets Of Philadelphia)

domenica 13 gennaio 2008

nostalgia/saudade

"Tutti viviamo nella incompletezza. Siamo tutti nella finitezza, all'interno di un limite. Non siamo onnipotenti. Bisogna riconoscere la presenza di questi limiti innanzitutto quando cominciamo a pensare, ad agire, ad amare e a muoverci fra gli uomini. Solo se accettassimo la finitezza come nostro orizzonte la nostalgia potrebbe apparire come un elemento positivo. Nella nostalgia noi avvertiamo di essere finiti, perché non siamo affatto potenti di fronte al tempo. La nostalgia ci dice costantemente che tutto ciò che abbiamo vissuto, che abbiamo amato, che abbiamo coltivato nel passato, non tornerà più, non ci appartiene più. Quindi noi non possiamo essere quello che siamo stati un tempo. Siamo in continuo movimento. E allora si tratta di riconoscere il nostro limite davanti al tempo che scorre, che è più forte di noi, che si consuma, che non ci appartiene più. Nella saudade portoghese di Fernando Pessoa troviamo qualcosa di diverso e di simile, al tempo stesso, alla nostalgia. La saudade assume in sé l'elemento mnemonico della nostalgia, ma va al di là di esso, diventa quasi un desiderio vago, un desiderio indefinito. Quella che Baudelaire chiamava nostalgie d'un pays inconnu, ossia nostalgia d'un paese sconosciuto. La saudade è la nostalgia, trasformatasi in un desiderio di qualcosa di vago."

Antonio Prete - il Grillo (25/11/1998)


Leonardo da Vinci, Studio di donna, c. 1490

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viale del tramonto...
© ignoto

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vignetta tratta da "Il Calcio" di Daniele Panebarco, (anno 1984...credo, non ricordo! buffa coincidenza, comunque: mi è capitata tra le mani proprio in questi giorni).

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Io non mi sento italiano

Giorgio Gaber (2003)

Io G. G. sono nato e vivo a Milano
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che è tutto calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

sabato 15 dicembre 2007

When Will I See You Again

Me ne stavo adagiata sul divano londinese, febbricitante, con il termometro sotto l’ascella e brividi ovunque. Guardavo un po’ di news sulla BBC quando è apparso uno spot dalla musica dolce dolce (dei The Three Degrees): in dettaglio erano inquadrati dei bei salsicciotti sulla brace, poi il forchettone ne afferrava uno che, rompendosi, svelava carne cruda all’interno.

Mi sentivo un po’ così, come quei salsicciotti… croccante fuori, cruda dentro.

The Three Degrees - When Will I See You Again (In Summer 2006 the song was used ironically in a television advertisement by the UK's Food Standards Agency warning against the dangers of food poisoning at barbecues.)



venerdì 16 novembre 2007

a Francesco (due mesi oggi)


tutti beginners: chi poppa, chi allatta e soprattutto chi disegna!!!

N.B. Kia t'ho fatto i labbroni da viadossss! (ah il piccolo Francesco, qui non sembra, ma c'ha due gambe!!!)

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Sfiorivano le viole
(Rino Gaetano)


L'estate che veniva con le nuvole rigonfie di speranza
nuovi amori da piazzare sotto il sole
il sole che bruciava lunghe spiagge di silicio
e tu crescevi, crescevi sempre più bella
fiorivi sfiorivano le viole
e il sole batteva su di me
e tu prendevi la mia mano
mentre io aspettavo
i passi delle onde che danzavano sul mare a piedi nudi
come un sogno di follie venduto all'asta
la notte quella notte cominciava un po' perversa
e mi offriva tre occasioni per amarti e tu
fiorivi sfiorivano le viole
e il sole batteva su di me
e tu prendevi la mia mano
mentre io aspettavo
il sole che bruciava bruciava bruciava bruciava
e tu crescevi crescevi
crescevi più bella più bella
fiorivi sfiorivano le viole
e il sole batteva su di me
e tu prendevi la mia mano
mentre io aspettavo te mentre io oh ye aspettavo te
si lavora e si produce si amministra lo stato
il comune si promette e si mantiene a volte
mentre io oh ye aspettavo te
il marchese La Fayette ritorna dall'America
importando la rivoluzione e un cappello nuovo
mentre io oh ye aspettavo te
ancora penso alle mie donne quelle passate
e le presenti le ricordo appena
mentre io oh ye aspettavo te
Otto von Bismarck-Shonhausen per l'unità germanica
si annette mezza Europa
mentre io aspettavo te
Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo
tuttora in voga mentre io oh ye aspettavo

lunedì 24 settembre 2007

Sirene, ricci e cavalli

"Mermaid- La Sirena" (Russia, 1996) di Aleksander Petrov

Petrov, artista dalla poetica mistica, in questo film fa un uso fortemente naturalistico della pittura ad olio, creando un'atmosfera che ricorda molto "Il racconto dei racconti" di Yuri Norstein





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Anziché inserire il già citato "Il racconto dei racconti" (che è un pò lungo) preferisco postare un altro capolavoro di Norstein "Il riccio nella nebbia" (1975), film che affronta i rapporti tra sogno e realtà. Il piccolo riccio, abituato a parlare con se stesso, mentre sta andando a trovare l'amico orso per bere un tè e contare le stelle, viene sorpreso dalla nebbia. Bellissima l'apparizione del cavallo bianco...



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cavalli che appaiono nella nebbia anche in un racconto di Raymond Carver "Se hai bisogno, chiama"





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A proposito di sirene... che fine ha fatto Sade Adu?