domenica 27 gennaio 2008

mutismo

mutismo (sostantivo, m. sing.) = astensione volontaria dall'espressione verbale

Leonardo da Vinci.
Studies for the Heads of Two Soldiers in the "Battle of Anghiari" c1503.
Szépmüvészeti Múzeum, Budapest

sabato 19 gennaio 2008

dottore, mi dica... che c'ho?

La cura di una malata, Tacuina sanitatis, Biblioteca Casanatense, XIV sec


Henry de Toulouse-Lautrec, Rue des moulins: visita medica, 1894
olio su cartone, cm.82x59
National Gallery of Art, Washington



Sir Luke Fildes, The Doctor - exhibited 1891
Presented by Sir Henry Tate 1894

****************************



"Stai fermo, stai calmo, stai tranquillo ora,
mio prezioso ragazzo,
non lottare se no io ti amerò ancora di più
perché è troppo tardi per fuggire
o per accendere la luce,
l'uomo ragno avrà te per cena, stanotte"

The Cure - Lullaby

**********************


Caroline Leaf "The Metamorphosis of Mr. Samsa" (1977)

**************

Ero malridotto e non riuscivo a capire cosa sentivo
Non riuscivo a riconoscermi
Vedevo il mio riflesso in una vetrina
e non riconoscevo la mia stessa faccia
Oh fratello mi lascerai a consumarmi
Sulle strade di Philadelphia

Ho camminato lungo il viale
finchè le mie gambe sono diventate come pietra
Ho sentito le voci di amici spariti e partiti
Di notte potevo sentire il sangue nelle vene
Nero e sussurrante come la pioggia
Sulle strade di Philadelphia

Non c'è alcun angelo che venga a salutarmi
Ci siamo solo io e te amico mio
I miei vestiti non mi vanno più bene
Ho camminato mille miglia
Solo per sfuggire a questa pelle

La notte è arrivata, sono sdraiato e sono sveglio
Mi sento indebolire
Quindi fratello ricevimi con il tuo bacio infedele
O ci lasceremo soli così
Sulle strade di Philadelphia

(Bruce Springsteen- Streets Of Philadelphia)

domenica 13 gennaio 2008

nostalgia/saudade

"Tutti viviamo nella incompletezza. Siamo tutti nella finitezza, all'interno di un limite. Non siamo onnipotenti. Bisogna riconoscere la presenza di questi limiti innanzitutto quando cominciamo a pensare, ad agire, ad amare e a muoverci fra gli uomini. Solo se accettassimo la finitezza come nostro orizzonte la nostalgia potrebbe apparire come un elemento positivo. Nella nostalgia noi avvertiamo di essere finiti, perché non siamo affatto potenti di fronte al tempo. La nostalgia ci dice costantemente che tutto ciò che abbiamo vissuto, che abbiamo amato, che abbiamo coltivato nel passato, non tornerà più, non ci appartiene più. Quindi noi non possiamo essere quello che siamo stati un tempo. Siamo in continuo movimento. E allora si tratta di riconoscere il nostro limite davanti al tempo che scorre, che è più forte di noi, che si consuma, che non ci appartiene più. Nella saudade portoghese di Fernando Pessoa troviamo qualcosa di diverso e di simile, al tempo stesso, alla nostalgia. La saudade assume in sé l'elemento mnemonico della nostalgia, ma va al di là di esso, diventa quasi un desiderio vago, un desiderio indefinito. Quella che Baudelaire chiamava nostalgie d'un pays inconnu, ossia nostalgia d'un paese sconosciuto. La saudade è la nostalgia, trasformatasi in un desiderio di qualcosa di vago."

Antonio Prete - il Grillo (25/11/1998)


Leonardo da Vinci, Studio di donna, c. 1490

****************

viale del tramonto...
© ignoto

***************





vignetta tratta da "Il Calcio" di Daniele Panebarco, (anno 1984...credo, non ricordo! buffa coincidenza, comunque: mi è capitata tra le mani proprio in questi giorni).

************************

Io non mi sento italiano

Giorgio Gaber (2003)

Io G. G. sono nato e vivo a Milano
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che è tutto calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

giovedì 10 gennaio 2008

verità

Di' tutta la verità ma dilla obliqua -
Il successo sta in un Circuito

Troppo brillante per la nostra malferma Delizia

La superba sorpresa della Verità

Come un Fulmine ai Bambini chiarito

Con tenere spiegazioni

La Verità deve abbagliare gradualmente

O tutti sarebbero ciechi -

Emily Dickinson


Gustav Klimt - L'abbraccio (1905-09)

*****************

"Io devo sentire quello che sto disegnando, in qualche modo devo soffrirlo.Allora che cosa succede, quando non ho motivi per essere allegro, ma sono sereno, la cosa che mi viene più facile è emozionarmi sulle cose che mi fanno star male."


"Io ho due dimensioni... una più sacrestia, sono insicuro, incerto, sessualmente inefficace, l'altra invece è più dura, più efficace e Zanardi volevo che fosse solo questo: una specie di burattino di legno, qualcosa di veramente duro. Allora ho fatto il mio contrario, biondo dove io sono bruno, capelli lisci dove io ce l'ho più mossi e soprattutto questo naso... diverso dal mio."


"Di me, amate il riflesso,
quella memoria che sale
dalle cose che tocco."

(Andrea Pazienza - AMORE, E' TUTTO CIO' SI PUO' ANCORA TRADIRE - Fandango libri)


**************

Gaetano Previati, Le fumatrici di hashish (1887)

mercoledì 2 gennaio 2008

Il nuovo che avanza

Sulla fotocopia che avevano distribuito in classe c’era proprio questa vignetta di Gary Larson... d'altronde l’argomento trattato durante la lezione era il "sense of humor" e chi meglio di lui può essere portato ad esempio?
Io inizio a ridere, ridere, ridere e non la smetto più e pure il teacher (londinese doc) si mette a ridere, ridere, ridere: ridiamo come due scemi! Ad un certo punto ci accorgiamo che il resto della classe (al 99% costituita da asiatici) è più o meno impassibile, a parte il koreano, che sembra divertito, ma lo è più per
imitazione o, peggio ancora, per puro spirito di solidarietà. La vietnamita dorme e non gliene può fregare di meno; la cambogiana si porta avanti con gli esercizi; Kumiko, la ragazza di Tokyo, guarda perplessa la vignetta e dice di non capire. Allora il cinese, che è seduto in parte a lei, tenta di spiegargliela ma la sua pronuncia in inglese è incomprensibile per tutti (oltre che per se stesso) e allora subentra l’altro suo connazionale che spiega alla giapponese la vignetta e lei, dopo un bel po’, finalmente, se ne esce con un flebile -Ah...-.
Assistendo a questa scena tristissima, di giovani orientali robotici, a me e al teacher è morto il sorriso sulle labbra, ci siamo guardati con nostalgia e ci siamo sentiti come due vecchi rappresentanti di un mondo in via d’estinzione che sta per essere spazzato via...

*************

ah dimenticavo... Buon Anno!

p.s. mmh devo procurarmi un calendario nuovo…




© Gary Larson

************

Istantanee dal passato #1

Càpita, quando sei alle elementari, che gli altri bambini ti raccontino una storiella per farti uno scherzo…tipo, se tu rispondi una determinata cosa, ti arriva un ceffone.

Bambina: Dìmmelo e Dàmmelo vanno in guerra. Muore Dìmmelo. Chi rimane?
Larsoniana: …
Bambina: Te lo ripeto… Dìmmelo e Dàmmelo vanno in guerra. Muore Dìmmelo. Chi rimane?????
Larsoniana: mh… Garibaldi?
Bambina: mah, ma come Garibaldi?! Da dove lo tiri fuori? Non c’è Garibaldi! (rivolta agli altri) Dove lo vede???
Larsoniana: eh senti… per me rimane Garibaldi!
Bambina: Ma dovevi rispondere “Dàmmelo” così ti davo una sberla!
Larsoniana: ah… umh…